martedì 17 aprile 2012

Riding in the rain


“I’m singin’ in the rain, just singin’ in the rain.. What a glorious feeling! I’m happy again! I'm laughing at clouds, so dark up above..”

 Così cantava Gene Kelly nel 1952 nel film “Cantando sotto la pioggia”. Cosa centra? E’ la sigla del tutorial di oggi: Come trasformare una giornata potenzialmente brutta a causa della pioggia in un grande divertimento. Come? Semplice! Basta accettare il sabato pomeriggio un invito da un’amica per un giro in bici il giorno dopo, e la domenica fregarsene della pioggia, inforcare la bici e pedalare!
Ritrovo alle 9.30 a Ronchi dei Legionari. Arrivo come al solito in anticipo ma dopo un po’ di attesa ecco arrivare gli amici bisiachi e quelli triestini, pronti per questo gemellaggio ciclistico con il solito spirito goliardico e spensierato. Un paio di lavoretti sulle bici, due “ciacole” (chiacchiere) e si parte! M. è la nostra guida ciclistica e spirituale, e per temprare per bene le nostre (le mie) deboli membra ci fa iniziare il giro con una salita un po’ tosta, resa più faticosa dal terreno appiccicoso a causa del fango e le pietre scivolose. Le mie gambe chiedono pietà, affrontare una salita simile ad inizio giro, con i muscoli ancora freddi e bagnati dalla pioggia che lieve scende senza mai fermarsi non è il massimo. Per fortuna tutti a turno mi spronano, e sono piacevolmente sorpresi nel vedere che affronto l’intera salita in sella, senza barare spingendo la bici a mano..certo con le dovute soste..Mica sono migliorata così tanto! M. ha deciso di farmi un po’ di scuola guida oggi, e grazie a lui affronto tre “mostri”. In realtà di mostro ce n’è solo uno, gli altri due sono due sciocchezze. Semplicemente mi spaventano gli ingressi di due singletrack in discesa, uno per uno stupido scalino di pochi cm (ne faccio di più alti senza problemi, ma quello li mi sta proprio antipatico) e l’altro perché l’ingresso ha la ghiaia..quindi si tende a scivolare. Nonostante i miei tentativi di evitarli, al suono di “Monta in sella e pedala senza discutere!!!!” mi faccio coraggio e…li faccio senza problemi..ovviamente. M. mi conosce meglio di quanto io conosca me stessa in mtb.. Addirittura il secondo me lo fa fare quattro volte, giusto per ribadire il concetto che son io che son pirla e non è vero che sono incapace. Il mostro vero, è una salita da me battezzata “la salita del pianto”, perché la prima volta che Maritino mi ha portata in mountain bike me l’ha fatta fare, ed io giovane dal fisico debole e senza allenamento mi sono messa a piangere dalla fatica facendola. Oggi invece, nonostante fossi già stanca a quel punto l’ho fatta tutta in sella, con poche soste (soste di qualche secondo eh, non pensate che mi sia mangiata un panino ad ogni sosta!) e in tempi umani, quindi non mi sono fatta attendere più di tanto dagli allenatissimi compagni biker. Poi verso fine giro, stanca ma ancora con un po’ di energia in corpo, mi sono distratta un attimo e mentre scendevo rallentando perché M. mi stava parlando, son caduta praticamente da ferma, ritrovandomi sul fianco sinistro con le mani ancora sul manubrio ed i piedi sui pedali…Il mio primo pensiero è stato “Che figura di *****!”..Poi ho controllato di non essermi fatta niente..Solo una grande botta sul quadricipite che al momento è un po’ violaceo a causa dell’ematoma. Sono riuscita a finire il giro nell’incredulità generale..dovete sapere che non giravo (in bici) con loro da un anno, e sono rimasti sopresi vedendo i miei miglioramenti. L’anno scorso la “salita del pianto” l’avrei fatta per metà a piedi e non avrei pedalato così tanto tenendo un ritmo discreto..si, perché io vado piano mentre con M. e company non si scherza. Non si corre ma nemmeno si tiene un ritmo da passeggiata.
Durante il giro abbiamo incontrato molte persone a piedi che ci guardavano come se fossimo dei pazzi, ma il massimo è stato per me quando mi son fermata a sistemare la catena che era caduta e alzandomi mi sono trovata davanti un soldato della Prima Guerra Mondiale con tanto di fucile e sul momento mi è preso un colpo! Poi mi son ricordata che oggi avevano organizzato una passeggiata fino ai monumenti della Cima Toti con gli organizzatori vestiti in costume d’epoca… E’ stato divertente però..con tutte le trincee che ci sono ti aspetti davvero di vedere qualche soldato spuntare da un momento all’altro. I segni delle guerre sono ancora vivi, e con gli ultimi lavori di manutenzione, ora le trincee sono molto meglio visibili.
Sono tornata a casa talmente stanca da non aver nemmeno voglia di pranzare, ma super felice per la bella mattinata passata in bici..Non vedo l’ora che Maritino possa tornare a pedalare per andare insieme a lui sul nostro amato Carso a fare lo sport che più amiamo..


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