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martedì 1 maggio 2012

Alle prese con l'armadio


Provati dal concerto di ieri (di cui vi parlerò nei prossimi giorni), oggi io e Maritino proprio non ce l'abbiamo fatta a fare vita mondana...Siamo andati a dormire alle 4 passate, io alle 6 ero già in ansia convinta che fosse quasi mezzogiorno ed ho iniziato a guardare l'orologio...Alle 8 non ce l'ho più fatta e mi sono alzata. Colazione, doccia, lavatrice, trucco e parucco e siamo usciti a pranzo con mio suocero. Abbiamo provato un posto nuovo e l'esperimento è riuscito. Capatina dai miei e poi....Casa!!! Ho fatto un pò di pulizie ed aggiornato il ricettario e poi non sapendo cosa fare mentre Maritino è crollato sul divano ho avuto la malsana idea di riordinare un pò l'armadio, il cui contenuto era assai minaccioso..più o meno così:
A parte la fastidiosa scoperta che parecchie maglie che erano state riposte fresche di lavatrice e di ferro da stiro avevano delle macchie che nemmeno la pubblicità dell'Omino bianco, per cui ora ho una bella lavatrice che mi aspetta tra domani e dopodomani (e quindi la mole di roba da stirare è ancora più immane), ho trovato questa esperienza del riordino quasi mistica. Aprire le maglie ad una ad una, ricordando chi me l'ha regalata, ho l'occasione in cui l'ho indossata è stato bello. Guardare la maglia viola a righe (piuttosto emo sì, e che comunque non potrei mettere perchè mi hanno fregato sulla taglia-che va bene ad una bambina di 6 anni forse) con la scritta "The Cure" sopra mi ricorda il bellissimo concerto di Milano dove sono stata con Maritino, P., e M. nel 2008 mi ha fatto ricordare l'emozione di rivedere uno dei miei gruppi preferiti insieme al Maritino che mi stringeva a sè emozionato forse più di me (sicuramente più di me..se lo conosceste sapreste che è MALATO per i Cure..Anche se spero che tenga di più a me..eh eh). Mi ha ricordato anche il gran mal di gambe che avevo..3 ore e 5 minuti di concerto più non so quante ore di attesa fuori al caldo (era il 3 marzo ma le temperature erano estive!) ripensando il sabato prima quando li avevamo visti a Vienna, dove invece faceva un freddo cane e tirava vento che pareva la bora di Trieste e dove abbiamo conosciuto dei simpaticissimi ragazzi di Bratislava ed un bizzarro ma coccolissimo ragazzo di Tel Aviv con il quale abbiamo condiviso l'attesa, la prima fila proprio ai piedi di Robert Smith (il cantante) e Simon Gallup (il bassista) ed anche qualche bottiglia di pessimo vino rosso (italiano!). Trovare in quel casino (concedetemi il termine) la mia maglietta del dvd "Flight 666" degli Iron Maiden mi ha ricordato il 17 agosto 2010 a Villa Manin dove li abbiamo visti in concerto assieme a D. e dove ho patito le pene dell'inferno. Un fan esagitato mi ha distrutto un ginocchio per passare avanti e mi son fatta tutto il concerto su una sola gamba, emozionatissima anche se devo dire ho visto ben poco piccola come sono. E la delusione di non trovare una maglietta ufficiale del tour della mia taglia (che poi non era nemmeno chissà che..quelle per gli uomini erano molto più belle)..Allora Maritino un paio di giorni dopo mi ha regalato la maglietta del dvd che avevamo acquistato da poco... Nell'armadio poi ho trovato regali di amiche che non vedo da un sacco di tempo, e magliette che ho messo ai nostri anniversari..Cose messe da parte in questi sei anni in cui condivido la mia vita con Lui e dalle quali non mi vorrei mai separare..Ognuna di loro ha un ricordo speciale, ed un valore affettivo immenso.
Ora il mio unico desiderio è di avere un domani un armadio così
per poter conservare tanti e tanti altri ricordi della nostra vita insieme ...

martedì 17 aprile 2012

Riding in the rain


“I’m singin’ in the rain, just singin’ in the rain.. What a glorious feeling! I’m happy again! I'm laughing at clouds, so dark up above..”

 Così cantava Gene Kelly nel 1952 nel film “Cantando sotto la pioggia”. Cosa centra? E’ la sigla del tutorial di oggi: Come trasformare una giornata potenzialmente brutta a causa della pioggia in un grande divertimento. Come? Semplice! Basta accettare il sabato pomeriggio un invito da un’amica per un giro in bici il giorno dopo, e la domenica fregarsene della pioggia, inforcare la bici e pedalare!
Ritrovo alle 9.30 a Ronchi dei Legionari. Arrivo come al solito in anticipo ma dopo un po’ di attesa ecco arrivare gli amici bisiachi e quelli triestini, pronti per questo gemellaggio ciclistico con il solito spirito goliardico e spensierato. Un paio di lavoretti sulle bici, due “ciacole” (chiacchiere) e si parte! M. è la nostra guida ciclistica e spirituale, e per temprare per bene le nostre (le mie) deboli membra ci fa iniziare il giro con una salita un po’ tosta, resa più faticosa dal terreno appiccicoso a causa del fango e le pietre scivolose. Le mie gambe chiedono pietà, affrontare una salita simile ad inizio giro, con i muscoli ancora freddi e bagnati dalla pioggia che lieve scende senza mai fermarsi non è il massimo. Per fortuna tutti a turno mi spronano, e sono piacevolmente sorpresi nel vedere che affronto l’intera salita in sella, senza barare spingendo la bici a mano..certo con le dovute soste..Mica sono migliorata così tanto! M. ha deciso di farmi un po’ di scuola guida oggi, e grazie a lui affronto tre “mostri”. In realtà di mostro ce n’è solo uno, gli altri due sono due sciocchezze. Semplicemente mi spaventano gli ingressi di due singletrack in discesa, uno per uno stupido scalino di pochi cm (ne faccio di più alti senza problemi, ma quello li mi sta proprio antipatico) e l’altro perché l’ingresso ha la ghiaia..quindi si tende a scivolare. Nonostante i miei tentativi di evitarli, al suono di “Monta in sella e pedala senza discutere!!!!” mi faccio coraggio e…li faccio senza problemi..ovviamente. M. mi conosce meglio di quanto io conosca me stessa in mtb.. Addirittura il secondo me lo fa fare quattro volte, giusto per ribadire il concetto che son io che son pirla e non è vero che sono incapace. Il mostro vero, è una salita da me battezzata “la salita del pianto”, perché la prima volta che Maritino mi ha portata in mountain bike me l’ha fatta fare, ed io giovane dal fisico debole e senza allenamento mi sono messa a piangere dalla fatica facendola. Oggi invece, nonostante fossi già stanca a quel punto l’ho fatta tutta in sella, con poche soste (soste di qualche secondo eh, non pensate che mi sia mangiata un panino ad ogni sosta!) e in tempi umani, quindi non mi sono fatta attendere più di tanto dagli allenatissimi compagni biker. Poi verso fine giro, stanca ma ancora con un po’ di energia in corpo, mi sono distratta un attimo e mentre scendevo rallentando perché M. mi stava parlando, son caduta praticamente da ferma, ritrovandomi sul fianco sinistro con le mani ancora sul manubrio ed i piedi sui pedali…Il mio primo pensiero è stato “Che figura di *****!”..Poi ho controllato di non essermi fatta niente..Solo una grande botta sul quadricipite che al momento è un po’ violaceo a causa dell’ematoma. Sono riuscita a finire il giro nell’incredulità generale..dovete sapere che non giravo (in bici) con loro da un anno, e sono rimasti sopresi vedendo i miei miglioramenti. L’anno scorso la “salita del pianto” l’avrei fatta per metà a piedi e non avrei pedalato così tanto tenendo un ritmo discreto..si, perché io vado piano mentre con M. e company non si scherza. Non si corre ma nemmeno si tiene un ritmo da passeggiata.
Durante il giro abbiamo incontrato molte persone a piedi che ci guardavano come se fossimo dei pazzi, ma il massimo è stato per me quando mi son fermata a sistemare la catena che era caduta e alzandomi mi sono trovata davanti un soldato della Prima Guerra Mondiale con tanto di fucile e sul momento mi è preso un colpo! Poi mi son ricordata che oggi avevano organizzato una passeggiata fino ai monumenti della Cima Toti con gli organizzatori vestiti in costume d’epoca… E’ stato divertente però..con tutte le trincee che ci sono ti aspetti davvero di vedere qualche soldato spuntare da un momento all’altro. I segni delle guerre sono ancora vivi, e con gli ultimi lavori di manutenzione, ora le trincee sono molto meglio visibili.
Sono tornata a casa talmente stanca da non aver nemmeno voglia di pranzare, ma super felice per la bella mattinata passata in bici..Non vedo l’ora che Maritino possa tornare a pedalare per andare insieme a lui sul nostro amato Carso a fare lo sport che più amiamo..


giovedì 1 dicembre 2011

I piccoli piaceri della vita


Cosa c'è di meglio, dopo una fredda e faticosa giornata, di un buon the caldo davanti al caminetto in compagnia di un bel libro?
Beh, io il caminetto non ce l'ho, ma l'altra sera avevo un buon the caldo e un buonissimo miele d'acacia ai frutti di bosco che mia ha regalato mia suocera, prodotto da un agricoltore locale a 10 minuti da casa mia. A me, Maritino e suoceri piace girare per il nostro Carso e scoprire i piccoli e nascosti agriturismi e provare i prodotti tipici. I miei suoceri poi sono particolarmente appassionati di questa "caccia enogastronomica" e spesso tornano a casa con vere leccornie che poi dividiamo. Ultimo arrivo questo buonissimo miele, nel quale i frutti di bosco si sentono benissimo..
La sera amo bere qualche tisana, martedì è toccata a quella al gusto di mirtillo, scelta unicamente per provare questo miele che stava ancora chiuso nella dispensa..


Mi sono quindi appollaiata in un angolo del divano, con il mio buon the caldo a fare punto croce...Bellissimo e rilassante..
A proposito..il mio lavoro a punto croce che vi avevo mostrato procede bene, nonostante più volte mi sia venuto un colpo perchè ho creduto di aver sbagliato tutto (contare dei quadratini minuscoli alle 22 con gli occhi stanchi può fare scherzi del genere).. ecco com'è ora:
 Chissà se per Natale l'avrò finito? In ogni caso, diventerà un vassoio..Speriamo bene..