giovedì 16 febbraio 2012

Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte


Domenica mia sorella mi ha prestato un libro (che le era stato assegnato a scuola), perché mi aspettava una lunga attesa e volevo passare il tempo e distrarmi. In circa due ore ho letto questo:
 
“Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte” di Mark Haddon. Parla di Christopher, un ragazzino di 12 anni, affetto dalla sindrome di Asperger, il quale scopre che il cane della vicina è stato ucciso e decide di indagare su chi possa essere l’assassino. La sindrome di Asperger è simile all’ autismo, percui chi ne è affetto ha difficoltà relazionali, si comporta secondo schemi rigidi ed abitudinari, ed ha attività ed interessi molto limitati. Non c’è nessun ritardo cognitivo e comunicativo, anzi, normalmente chi è affetto da sindrome di Asperger dimostra una spiccata intelligenza e un alto Q.I. Come nel caso di Christopher, che frequenta una scuola speciale ed è bravissimo in matematica. Ha però dei paletti nella sua vita:odia il colore giallo ed il marrone, odia essere toccato, se succede colpisce le persone, non mangia cose gialle o marroni e le pietanza nel suo piatto non devono toccarsi l’una con l’altra. Ha un topolino di nome Thoby, che accudisce lui stesso e gli piacciono i poliziotti ed i libri di Sherlock Holmes. Vive con il padre perché la mamma è morta mesi prima e sta scrivendo un libro sulla sua indagine. La narrazione infatti avviene in prima persona, la voce narrante è quella di Christopher direttamente dalle pagine del suo libro. Viene a scoprire che la madre in realtà non è morta, se n’è andata con il suo amante, l’ex marito della vicina di casa padrona del padre, e quando il padre gli confessa di essere stato lui ad uccidere il cane, scappa di casa e se ne va a Londra dalla madre. Le cose poi pian piano si appianeranno. Il libro è diviso in capitoli, che però non sono intitolati con i numeri in ordine di grandezza, ma con i numeri primi. Ad un capitolo nel quale Christopher narra la storia, viene alternato un capitolo con le riflessioni del ragazzino, a volte con risoluzioni di problemi e complicate spiegazioni di matematica.
Il libro è abbastanza bello secondo me. E’ raro vedere il mondo dal punto di vista di un bambino che soffre di una malattia del genere. E’ abbastanza scorrevole anche se ogni tanto si perde un po’ troppo nelle spiegazioni di matematica, coerentemente con i disturbi di cui soffre Christopher certo, ma forse per il lettore comune sono di troppo in certi punti del libro.

Ora inizio questo:
 "Non ostacolare te stesso!" di Jacques Salomè..Regalo di Maritino.. vedremo come sarà..

3 commenti:

Mammola ha detto...

Il libro mi sembra interessante... appena finisco quelli che ho sul comodino magari mi ci avventuro...grazie del suggerimento!

El_Gae ha detto...

L'ho letto quando uscito perchè, da ormai decennale lavoratore con la disabilità, la domanda che mi faccio più spesso è: chissà cosa starà pensando e come?
Mi è piaciuto, anche se il dubbio mi rimane... l'autore non è autistico.

Peggy Lyu ha detto...

che io sappia no..so che ha scritto libri di poesie e libri per ragazzi, e questo è il primo libro che ha scritto per il pubblico adulto..
io pensavo fosse uno psicologo, o uno psichiatra..ma non mi risulta..