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mercoledì 16 aprile 2014

Bellezza in bicicletta

E' da giovedì che sto andando al "lavoro" in bicicletta. Tutto bene devo dire a parte la salita finale che mi toglie sempre il fiato e mi sega le gambe. Potrei allettarvi con una bella immagine bucolica di me che pedalo in mezzo al verde dei giardini, con il profumo dei fiori che mi investe e la gente che mi fa "ciao" con la manina. La realtà è ben diversa...
Sì, pedalare è bello. Si riesce a guardare nei giardini della gente e farsi venir voglia delle mega ville a cui passo davanti, ma di fatto tutto quello che faccio è respirare smog. Perchè quì i mezzi pubblici non sono così capillari e nemmeno vengono usati granchè. Quì chiunque muove la macchina anche per andare dal panettiere sotto casa. Poi magari si chiudono in palestra tre ore la sera, ma di farsi una camminata, una pedalata, o prendere i mezzi pubblici non se ne parla. Piste ciclabili? Boh, ce ne saranno due o tre e invase dai pedoni (o da auto parcheggiate a volte). A volte mi trovo il vecchio con l'ape che io riesco a superare in bicicletta. Auto che sbucano dagli stop, auto parcheggiate in doppia fila, furgoni abbandonati in mezzo alla strada. Insomma, tutto quello che può esserci si romantico in una bella pedalata è andato a farsi benedire dal "progresso".
Ciò non toglie che continuerò ad utilizzare la bici per muovermi a meno che proprio non possa a fare a meno dell'auto, farò la mia parte per cercare di rendere la mia città un posto migliore ( e per perdere qualche chiletto). Ogni piccolo contributo è fondamentale secondo me.
p.s. Ci assomiglio un pochino alla Barbie? :)
p.s.2 Hanno dato il mio nome alla nuova luna di Saturno...che onore! :)
http://www.ansa.it/scienza/notizie/rubriche/spazioastro/2014/04/15/peggy-la-nuova-luna-di-saturno_20dabaa2-6f8d-4b07-991f-4902f25c9606.html

giovedì 21 giugno 2012

Book review: Tutta mia la città- Roberto Peia

Come ben sapete io adoro leggere ed adoro la mountain bike, per quanto sia una schiappa in sella... Tanto per dirvi una, martedì pomeriggio sono uscita in bici con gli amici, ma faceva così caldo che dopo 7 miseri chilometri ho dovuto abbandonare il giro perchè......avevo freddo. Niente da fare, io e il caldo non andiamo d'accordo e sono stata male. Vabbè dai, c'erano quasi 40 gradi!!!!!
Ho da poco finito questo libro:
Si intitola "Tutta mia la città (come la canzone di Giuliano Palma)- Diario di un bike messenger". Cos'è un bike messenger? In parole semplici ma limitative è un corriere che consegna in bici. Ma non è così semplice. Il "fenomeno" dei messenger nasce principalmente negli USA. I messenger non usano semplici biciclette, ma bici a scatto fisso, che sono biciclette tipo quelle da corsa (scrivo così per spiegare ai profani), senza le marcie e con un meccanismo tale che se si smette di pedalare le ruote smettono di girare. Non è facile iniziare a pedalarle, io non ci ho mai provato perchè non ne ho una ed i miei amici che le hanno sono dei giganti percui non arriverei nemmeno ai pedali.. eh eh. Roberto Peia, autore di questo bellissimo libro, ha fondato a Milano la UBM, che sta per Urban Bike Messenger. Cos'è la UBM? E' un azienda di corrieri in bici naturalmente! Roberto ed i suoi collaboratori consegnano pacchi e lettere a Milano in bicicletta.  Il libro racconta episodi di questa sua avventura da bike messenger in maniera molto divertente, lasciando trasparire però quanto Roberto non sia il classico "ciclista maleducato ed ignorante". Fa apprezzare la bici non solo come mezzo non inquinante, ma anche come stile di vita.
Non voglio dilungarmi troppo. Vi consiglio solo di leggerlo, perchè merita credetemi. E sarebbe bello che in goni città ci fosse un servizio di bike messenger. Le nostre città sono troppo piene di auto, anche quando non ce ne sarebbe bisogno. Un esempio? Io vivo in una città che è talmente un buco che non c'è nemmeno la linea urbana di autobus!!!! perchè? Perchè è talmente piccola che in 5 minuti in bicicletta raggiungi qualunque parte della città..10 dai...però le mamma mi intasano la via coi loro mega suv quando vanno a prendere i figli alla scuola materna... Ma fateli camminare sti figli! Fateli pedalare! Avete una città che lo permette!
Per questo secondo me l'idea di Roberto Peia di offrire un servizio del genere a Milano è davvero ottima. Leggete e seguite l'esempio.

martedì 8 maggio 2012

Il ritorno di Maritino in sella

Sabato grande rientro in bici di Maritino dopo circa 5 mesi e mezzo di fermo. Con la bici piena di nuovi upload (tra i quali la sella nuova ed il reggisella telescopico....che voglio anch'io..) e tanta voglia di pedalare ci siamo ritrovati io, lui, A., G. e M. per un giro "tranquillo" sul carso monfalconese. Solo che Maritino preso dalla foga ha iniziato di gran lena, mentre io ho bisogno di qualche chilometro di pedalata per scaldarmi. Cosicchè alla fine della prima salita sono iniziati i giramenti di testa. Il mio primo pensiero è stato "Eh no eh! E' da due mesi che aspetto di pedalare con Maritino ora non posso star male!". Affronto con testardaggine la salita successiva e di nuovo arriva il giramento. Sono costretta ad appoggiare la bici a terra e sedermi, aspettando che il Carso la smetta di girare. Le lacrime iniziano a scendere dai miei occhi, fortunatamente protetti dagli occhiali da sole..penso "Ma che figura di m******! ora devo riprendermi perchè NON POSSO TORNARE INDIETRO!". Bevo un pò d'acqua e decido che gli altri mi dovranno aspettare, io pedalo con calma al MIO ritmo, ma devo finire il giro. Per fortuna i giramenti non tornano più, le mie gambe iniziano a carburare e comincio pure a divertirmi. Maritino lo vedo col binocolo...menomale che è stato fermo 5 mesi!!!!!! I quattro gentlemen però non sono molto gentle e decidono che affronteremo l'Arupacupa (si scrive così??) lo stesso, nonostante io prima a momenti mi ribaltavo per i capogiri. Devo dire però che l'ho affontato bene. Fatto con calma e solamente 3 micrososte...di solito ne faccio di più. Verso la fine del giro decidiamo di andare sulle giostre e finalmente mi decido ad affrontare la tanto temuta lastra di pietra...con successo! Niente cadute niente tomboloni niente danni...La fa pure A., anche se saltando lo scalino iniziale.. Ma la prossima volta glielo faccio fare! E' che effettivamente spaventa di più guardare che scendere. Alla fine abbiamo fatto quasi 19 km (compreso il percorso verso il garage) e sono felice di aver tenuto duro e continuato il giro perchè ci tenevo davvero tanto ad essere presente al grande ritorno di Maritino...è bello pedalare insieme! Ecco un paio di foto:la foto di gruppo e le foto di me, Maritino e A. alle prese con la giostra!
Scusate se è un pò storta, ma la pietra su cui era appoggiata la fotocamera non permetteva grandi inquadrature.. =) Io sono l'ultima a destra ovviamente..noterete la maglia con i fiorellini ed i guantini rosa, che presto dovranno essere cambiati perchè son tutti scassati.
Maritino con la maglia della nostra "Squadra".

Nell'ordine io e A. alle prese con la lastra di pietra tanto temuta (da noi due!)
Oggi ritorno in bici con A. e G...Senza Maritino che questa settimana lavora di notte, ma non vedo l'ora di pedalare ancora insieme a lui e magari spostarsi un pò da qui...A giugno a quanto pare mi aspettano Cocusso e Castellaro e non vedo l'ora!

martedì 17 aprile 2012

Riding in the rain


“I’m singin’ in the rain, just singin’ in the rain.. What a glorious feeling! I’m happy again! I'm laughing at clouds, so dark up above..”

 Così cantava Gene Kelly nel 1952 nel film “Cantando sotto la pioggia”. Cosa centra? E’ la sigla del tutorial di oggi: Come trasformare una giornata potenzialmente brutta a causa della pioggia in un grande divertimento. Come? Semplice! Basta accettare il sabato pomeriggio un invito da un’amica per un giro in bici il giorno dopo, e la domenica fregarsene della pioggia, inforcare la bici e pedalare!
Ritrovo alle 9.30 a Ronchi dei Legionari. Arrivo come al solito in anticipo ma dopo un po’ di attesa ecco arrivare gli amici bisiachi e quelli triestini, pronti per questo gemellaggio ciclistico con il solito spirito goliardico e spensierato. Un paio di lavoretti sulle bici, due “ciacole” (chiacchiere) e si parte! M. è la nostra guida ciclistica e spirituale, e per temprare per bene le nostre (le mie) deboli membra ci fa iniziare il giro con una salita un po’ tosta, resa più faticosa dal terreno appiccicoso a causa del fango e le pietre scivolose. Le mie gambe chiedono pietà, affrontare una salita simile ad inizio giro, con i muscoli ancora freddi e bagnati dalla pioggia che lieve scende senza mai fermarsi non è il massimo. Per fortuna tutti a turno mi spronano, e sono piacevolmente sorpresi nel vedere che affronto l’intera salita in sella, senza barare spingendo la bici a mano..certo con le dovute soste..Mica sono migliorata così tanto! M. ha deciso di farmi un po’ di scuola guida oggi, e grazie a lui affronto tre “mostri”. In realtà di mostro ce n’è solo uno, gli altri due sono due sciocchezze. Semplicemente mi spaventano gli ingressi di due singletrack in discesa, uno per uno stupido scalino di pochi cm (ne faccio di più alti senza problemi, ma quello li mi sta proprio antipatico) e l’altro perché l’ingresso ha la ghiaia..quindi si tende a scivolare. Nonostante i miei tentativi di evitarli, al suono di “Monta in sella e pedala senza discutere!!!!” mi faccio coraggio e…li faccio senza problemi..ovviamente. M. mi conosce meglio di quanto io conosca me stessa in mtb.. Addirittura il secondo me lo fa fare quattro volte, giusto per ribadire il concetto che son io che son pirla e non è vero che sono incapace. Il mostro vero, è una salita da me battezzata “la salita del pianto”, perché la prima volta che Maritino mi ha portata in mountain bike me l’ha fatta fare, ed io giovane dal fisico debole e senza allenamento mi sono messa a piangere dalla fatica facendola. Oggi invece, nonostante fossi già stanca a quel punto l’ho fatta tutta in sella, con poche soste (soste di qualche secondo eh, non pensate che mi sia mangiata un panino ad ogni sosta!) e in tempi umani, quindi non mi sono fatta attendere più di tanto dagli allenatissimi compagni biker. Poi verso fine giro, stanca ma ancora con un po’ di energia in corpo, mi sono distratta un attimo e mentre scendevo rallentando perché M. mi stava parlando, son caduta praticamente da ferma, ritrovandomi sul fianco sinistro con le mani ancora sul manubrio ed i piedi sui pedali…Il mio primo pensiero è stato “Che figura di *****!”..Poi ho controllato di non essermi fatta niente..Solo una grande botta sul quadricipite che al momento è un po’ violaceo a causa dell’ematoma. Sono riuscita a finire il giro nell’incredulità generale..dovete sapere che non giravo (in bici) con loro da un anno, e sono rimasti sopresi vedendo i miei miglioramenti. L’anno scorso la “salita del pianto” l’avrei fatta per metà a piedi e non avrei pedalato così tanto tenendo un ritmo discreto..si, perché io vado piano mentre con M. e company non si scherza. Non si corre ma nemmeno si tiene un ritmo da passeggiata.
Durante il giro abbiamo incontrato molte persone a piedi che ci guardavano come se fossimo dei pazzi, ma il massimo è stato per me quando mi son fermata a sistemare la catena che era caduta e alzandomi mi sono trovata davanti un soldato della Prima Guerra Mondiale con tanto di fucile e sul momento mi è preso un colpo! Poi mi son ricordata che oggi avevano organizzato una passeggiata fino ai monumenti della Cima Toti con gli organizzatori vestiti in costume d’epoca… E’ stato divertente però..con tutte le trincee che ci sono ti aspetti davvero di vedere qualche soldato spuntare da un momento all’altro. I segni delle guerre sono ancora vivi, e con gli ultimi lavori di manutenzione, ora le trincee sono molto meglio visibili.
Sono tornata a casa talmente stanca da non aver nemmeno voglia di pranzare, ma super felice per la bella mattinata passata in bici..Non vedo l’ora che Maritino possa tornare a pedalare per andare insieme a lui sul nostro amato Carso a fare lo sport che più amiamo..


giovedì 5 aprile 2012

In bicicletta....contromano


Ho appena finito di leggere un articolo che mi ha lasciata alquanto perplessa..per non dire sconvolta. In Italia esiste un'associazione (?) chiamata Federazione Italiana Amici della Bicicletta. Dal nome si intuisce chiaramente lo scopo di tale associazione. Bene, questa notizia però fa nascere in me dei dubbi sul reale obiettivo degli Amici della Bicicletta.
Vi spiego perchè. Leggendo questo articolo vengo a conoscenza di una proposta fatta dalla federazione in questione al Ministero delle Infrastrutture e i Trasporti che consiste nel lasciare che le biciclette procedano in entrambi i sensi di marcia nelle strade più larghe di 4.25 m , con limite di velocità a 30Km/h, nelle zone a traffico limitato ed in assenza di traffico pesante. La proposta sembra essere stata accolta ed il presidente della Fiab ha detto che "Ha prevalso il buon senso". Non sono affatto d'accordo. Una bicicletta se pur piccola resta un veicolo e pertanto deve viaggiare seguendo il senso di marcia. Nel paesetto dove vivo mi capita ogni giorno di mancare per pochi centimetri le vecchiette che pedalano contromano che quando esco dallo stop non riesco a vedere a causa delle auto parcheggiate, e so che prima o poi o mi prende un infarto o le tiro sotto con l'auto...sinceramente spero non accada nessuna delle due ipotesi. Non trovo affatto l'accettazione di tale proposta un'opera di buon senso. Buon senso sarebbe che le biciclette rispettassero il codice della strada come devono fare gli altri veicoli e come dovrebbe fare chiunque frequenti la strada con qualsiasi mezzo o sulle proprie gambe. Pedalare contromano è pericoloso, anche in una strada poco frequentata, perchè i deficienti che corrono come dei piloti di Formula1 ci sono sempre ed in ogni caso se lasciassimo che le biciclette andassero contromano si creerebbe una gran confusione per le strade. Che poi pensateci...anzi no..ve lo racconto io visto che mi è successo: torno dal supermercato o dal lavoro in bici, seguendo correttamente il senso di marcia. C'è anche un pò di traffico visto che è l'ora in cui la gente esce dall'ufficio...son tranquilla che pedalo e mi trovo davanti un'altra persona in bicicletta contromano. Ci troviamo uno di fronte all'altro..che si fa? Uno dei due si deve spostare no? Solo che non lo fa salendo sul marciapiede, ma nella carreggiata..passa una macchina e lo tocca sul braccio con lo specchietto. Questo cade e si ferisce (se gli va bene). Questa è solo una delle situazioni che si potrebbero creare se lasciassimo le biciclette procedere in entrambi i sensi di marcia. Perciò no, non è un'opera di buon senso, benchè la proposta parli di strade larghe e poco trafficate con limite di velocità bassissimo e zone a traffico limitato. Spero che cambino idea, perchè la sicurezza sulle strade è importante.

martedì 27 marzo 2012

Io ed i miei parassiti

Come vi avevo anticipato questo è stato per me un week end intensissimo per quanto riguarda la bici. Del giro di emrcoledì già sapete. Nuovo allenamento venerdì, sempre con A. e G., stavolta nei dintorni di Doberdò del lago (Go). Circa 15km con 333 m di dislivello positivo. Bene direi! Faceva caldo ma si stava bene e pedalando con calma ho retto bene il giro.


Domenica ho lasciato Maritino a fare la nanna e mi sono recata in quel di Sagrado (Go) per incontrare un gruppo di amici, tra i quali gli immancabili A. e G.. Partiti da Sagrado siamo andati alle Alture di Polazzo per raggiungere Gl.. Li abbiamo potuto vedere una mucca, delle capre, galline,un cavallo,delle pecore ed una simpatica cagnolina che ci ha fatto un sacco di feste. Arrivato Gl. siamo andati sempre per sentieri fino a San Martino del Carso (Go), dove abbiamo imboccato LA STRADA(!!!) per arrivare in cima al Monte San Michele. Non me ne vogliano i ciclisti (penso soprattutto a voi Davide e Stefano), semplicemente penso che con le mountain bike si sarebbe dovuto fare tutto su sterrato, visti i bei sentieri che abbiamo,anche se sarebbe stato sicuramente più faticoso. Mi è dispiaciuto un pò fare quel tratto su strada. Raggiunta la cima,una volta ripreso fiato e scattato un pò di foto,abbiamo imboccato un bel sentiero in discesa chiamato comunemente "easy downhill" e li mi sono divertita un sacco. L'ho fatta lentamente e con molte soste per aspettare Am. che scendeva a piedi, ma a parte un paio di metri particolarmente difficili, l'ho fatta tutta in sella e la cosa mi ha dato davvero moltissima soddisfazione. 21 km in tutto, dislivello non pervenuto. Una volta a casa però ho scoperto di non essere sola sotto la doccia..Sciacquandomi le gambe ho notato una cosa enra sulla gamba destra e non era il segno lasciatomi dalla corona della bici. Era un puntino nero acceso.Passandovi sopra il dito per pulirlo ho visto che il puntino aveva le zampe:UNA ZECCA!! Non vi dico gli insulti che ho cominciato a rivolgerle/gli (come lo capisci il sesso di una zecca?). Me la sono fatta togliere in pronto soccorso pagando la bellezza di 25€ (la prossima volta mi arrangio) e tra un mese dovrò fare le analisi per escludere la presenza del morbo di lyme. Sinceramente potevo anche fare a meno di questa esperienza.






Ieri invece ho brutalmente bidonato degli amici che mi avevano invitata a provare il percorso della gara di super enduro che si terrà domenica a Trieste perchè ero stanca ma non ho abbandonato il Carso. Io, Maritino e Style1 infatti ci siamo  fatti una bella passeggiata (a piedi ovviamente) di 7.5km per il Carso monfalconese.

                                           Qui sopra la Rocca di Monfalcone

                                           Una trincea da poco ripulita

                                         
                                           Dal Carso si vede il famoso cantiere navale della
                                           Fincantieri e il mare.
Oggi alle 13 ho di nuovo appuntamento con A. e G. per pedalare. Comincio ad avere una seria dipendenza da Carso (oltre al fatto che i  bubboni causati dalla processionaria si stanno moltiplicando a mille. Ho gambe e collo abbastanza devastati, ed ora inizio ad averli pure sul bubboni).

giovedì 22 marzo 2012

Il mio ritorno in sella

Ieri c'è stato il mio ritorno in sella..eh si..ho tentato di evitarlo. Ho tentato di convincere Maritino a convincere ME a stare a casa con lui ma... "Vai e divertiti!"... Non ho potuto fare altro che prendere la bici e raggiungere i nostri amici A. e G. all'appuntamento. Martedì Maritino mi ha messo a posto la bici, lavata, cambiate le gomme ormai liscie, installato un nuovo contachilometri che mi ha regalato:
Scusate la foto sfocata..c'era così tanto sole che è già tanto se ho centrato la foto...( anche se questa l'ho scattata martedì in realtà)
Ieri era il primo giorno di primavera secondo il calendario..ebbene, da me in realtà era estate! 26°C..caldissimo... Io e A. infatti ci siamo vestiti in modalità estiva, G. è arrivato con pantaloni lunghi e maglia a maniche lunghe...faceva caldo solo a guardarlo! Spruzzato l'anti-zecche siamo partiti alla volta del carso monfalconese, girando per un paio d'ore li intorno..Che dire...è stato faticoso, non lo nego. Dopo 5 mesi di inattività è stata dura riprendere. Per fortuna A. e G. andavano piano ed ho potuto pedalare al mio ritmo. Abbiamo fatto anche un pò di exploring, prendendo un sentiero che non avevamo mai visto e non sapevamo dove portasse...ma abbiamo capito subito dove sbucava.
Abbiamo incontrato poche persone sul carso, ma essendo mercoledì, niente di strano. Più che altro abbiamo incrociato gente a piedi che portavano a spasso i cani. E' stato bello tornare a pedalare, nonostante la fatica, ma mi è davvero tanto dispiaciuto non poterlo fare con Maritino. Ho iniziato con lui ad andare in mtb e mi piace girare insieme, quindi avevo un pò di nostalgia e un pò di (insensati) sensi di colpa. Ovviamente ho pensato a lui per tutto il giro!
In questa foto A. e G. che interpellano la cartina durante una piccola discussione sul dove andare. Notate G. vestito stile messenger..
Qui due delle numerosissime trincee presenti sul Carso..vi ricordo che qui furono combattute le Guerre Mondiali.

Qui un tratto di salita dove sono stata letteralmente divorata dalle zanzare..non vi dico oggi come sto..un gratta-gratta continuo
Non vi dico il mal di gambe che avevo a fine giro. Non vedo l'ora di ripetere!

lunedì 26 dicembre 2011

Piste ciclabili...

Parliamo oggi di piste ciclabili... Girovagando sul magico tubo oggi Maritino ha trovato questo video:
Divertente vero? In Italia c'è da dire che siamo carenti in fatto di piste ciclabili, e quando ci sono spesso non sono in condizioni ottimali per essere utilizzate, o per carenze amministrative, nel senso che son fatte male, hanno terreni sconnessi, pali in mezzo alla corsia, o per la maleducazione di automobilisti o quant'altro... ecco alcuni esempi:


Ora, secondo il codice della strada, il ciclista deve usare obbligatoriamente la pista ciclabile laddove ce ne sia una, ma non sempre la cosa è possibile, come video e foto dimostrano.
In una via della mia città la pista cicliabile è fatta più o meno come quella della terza foto...è capitato che io fossi correttamente nella pista ciclabile, mi son trovata danati una persona a piedi e ho rallentato. Lei non ha dato alcun seggno di volersi spostare e io l'ho sorpassata passandole davvero vicina... La signora in questione mi ha urlato contro di tutto, arrabbiata come un toro...Io mi sono fermata, ho girato la bici e con calma le ho fatto notare che era LEI a camminare per la pista ciclabile, quindi avrei dovuto Io riservare a lei il trattamento che lei mi ha gentilmente offerto. Purtroppo è così, qui la cultura della bicicletta non esiste ancora..o non esiste più. Non parlo di sport, parlo di circolazione. Le città sono sempre più affollate e trafficate, le piste ciclabili sono scarse e sono quello che sono..Nella mia città addirittura i cittadini si sono lamentati ed hanno chiesto di toglierla! Perchè i pedoni non vogliono condividere lo spazio con i ciclisti..Sarebbe più saggio forse lasciare le biciclette in mezzo ad autobus e suv(cosa che già accade)? Io non credo..credo invece che dovremmo abbandonare un pò l'egoismo e pensare più in grande... diminuire l'uso delle automobili quando possibile, per prendere in mano la bicicletta ed gustarsi meglio la città sarebbe sicuramente una buona cosa..per il traffico, per l'ambiente e per noi stessi. Se un domani avrò la fortuna di avere un figlio, io sarei felice di portarlo in giro in bici, ma ad essere completamente onesta, io non mi fido a portarlo nella mia città.
Poi bisogna dire che ci sono persona che in bicicletta non ci sanno proprio andare, e sono un pericolo per se stessi e per gli altri...Perchè non organizzare qualche bel corso di educazione stradale per i ciclisti? In alcune scuole lo fanno già per i bambini, ma per gli adulti? Qui dove abito ora, piccolo paesino senza traffico, la gente in bicicletta fa paura...Non riescono a montarci, pedalano contromano, e quando tu esci dallo stop, ti trovi sta bici di fronte che sbuca da dietro un'auto parcheggiata.. Nei paesi del nord europa ci sono kilometri e kilometri di piste cicliabili, belle, curete...Per esempio, si può tranquillamente attraversare tutta Stoccolma usando semplicemente bicicletta e piste ciclabili.
Ricordo quand'ero più piccola che insieme ai miei genitori, mia sorella ed i miei zii e zie facevamo delle belle gite in biciclette..Niente di che, eh, ma mi piacevano.. Sarebbe bello poterle fare ancora oggi, in sicurezza però. O andavo in bicicletta a prendere il pane con mio nonno, ma abitava in una piccola città, e percorrevamo strade non trafficate..
Bisognerebbe incentivare ulteriormente il bike sharing , e la cultura della bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano o quasi.
Voi la usate la bicicletta? Ci portate i vostri figli?



Piccolo edit del post (oggi 27-12-2011):
Il Maritino, che è malato, ha trovato questa notizia: A Trieste arriva il Bike sharing . E' interessante leggere i commenti..

martedì 6 dicembre 2011

4 dicembre 2011 VignoCross Piacenza

Buongiorno! Ora che finalmente ho cinque minuti di tempo vorrei raccontarvi della gara di ciclocross singlespeed che Maritino aveva domenica... Siamo partiti da casa sabato, per andare a San Donà dal nostro amico M., anche lui iscritto alla gara, il quale ci ha ospitati per la notte facendoci risparmiare 100 km circa di tragitto.. Cena pre-gara a base di pizza per me, di grigliata per Maritino e M, e poi a letto per prepararci ad una lunga giornata.
Domenica:partenza alle ore 6.30 da casa di M, niente pioggia ma molta nebbia che ci ha accompaganto per tutta la giornata..Arrivati a Piacenza alle 9.45 circa, scopriamo che la gara si svolge in un bellissimo parco in città. Parco davvero grande e bello. C'è talmente tanta nebbia che fatichiamo a trovare il banchetto delle iscrizioni.... Gli iscritti son più o meno 80, tutti allegri e gasati. Giro di prova e via! Partenza stile Le Mans e tutti in sella!
Alla fine della gara ci trasferiamo in centro a Piacenza, alla ricerca di un agriturismo o qualcosa di simile... in realtà scopriamo che il luogo del pranzo è in un condominio enorme, dobbiamo suonare il campanello per salire.. Una volta entrati ci troviamo di fronte un ristorante super lusso... Immaginate la scena, posto elegantissimo, con affreschi alle pareti, camerieri in completo nero e...una cinquantina di ciclocrossisti sporchi e sudati che urlano e ridono...
La giornata è stata proprio divertente ma molto stancante, considerando poi i 400 km che ci aspettavano per tornare a casa.. La nebbia non ci ha mai abbandonati, e in autostrada siamo stati sorpassati a destra (!!!!) da ben 8 macchine..  Viaggio da brivido direi...
Vi lascio con un pò di foto...sono venute così così...chiedo scusa..

L'entrata del parco
Alcune foto "artistiche"



La gara



 M.

Maritino!!!! (Quello con il casco rosso)
Il ritorno alle auto: Maritino e M.
Uno scorcio di Piacenza
Qui il calendario delle gare..Possiamo "vistare" le prime due!